Fuori tema
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E ora che sono tornata?

Chiedo scusa a chi visita il mio blog con un interesse prettamente turistico. Questo non è un post in cui parlerò di viaggi, non solo. Qui parlerò di me, del mio presente, di quello che sono diventata.
Lo faccio perché mi va, perché a dare solamente consigli mi annoierei tantissimo.
Se vi va di conoscermi un pochino, eccomi qui. 

Mi sono fermata un attimo e mi sono chiesta: E ora che sono tornata?
No, non è una domanda esistenziale, di quelle che proprio non si può trovare risposta.

I mesi sono passati così velocemente che se ci penso mi corre un brivido lungo tutta la schiena.

LA ME DI UN ANNO FA

La me di esattamente un anno fa, stava probabilmente camminando per non far gonfiare troppo i piedi. Un pancione enorme, alto, di quelli che le signore ti fermano per strada per dirti che è maschio. Spiacenti, femmina.
Un pancione prominente. Promettente.

c'era una volta anguria che voleva volare

Una data imminente, con un grande quesito in testa: sarò una buona madre?
Una certezza: presto sarò madre.

Tre giorni di passione nel vero senso della parola; Pasqua, pasquetta e una manciata di ore poi finalmente la svolta. Siamo in tre.

NEL FRATTEMPO LE COSE SI SONO EVOLUTE

Nel frattempo ho avuto modo di incastrare cambi di pannolini a poppate infinite, farla addormentare facendo dondolare una trentina di elefanti sul filo di una ragnatela (qualche altra disperata potrà capirmi al volo), riempire e svuotare una dozzina di valigie, fare due traslochi, vivere in due Paesi differenti.
Nel 2017 non abbiamo viaggiato moltissimo ma in compenso ci siamo trasferiti in un altro Paese, l’Olanda ci ha accolti in un momento per noi cruciale.

La decisione di partire l’abbiamo presa per davvero una sera, me la ricordo ancora benissimo, davanti ad un sushi. Ho detto: pensiamoci. Ma in realtà è come se avessi appena firmato il mio consenso.
Una donna se deve dire no, dice no.

Così, mentre tutte le altre future primipare pensavano a sistemare il nido, io avevo davanti mille incognite e una confusione tale che la faceva da padrona.viaggiare-con-bambini
Alla fine della lezione preparto in cui si parlava delle varie fasi di crescita del bambino e delle sicurezze che è necessario dargli, piansi lacrime di disorientamento. Esigevo stabilità da questo mondo instabile.
Siamo figli dell’instabilità, ci siamo già abituati da parecchio a questa condizione, ma ogni tanto ci trema il terreno sotto ai piedi.

Poi abbiamo caricato l’incaricabile, abbiamo scacciato le lacrime e guardato i nostri cari farsi sempre più piccoli dal finestrino dell’auto.
Ci siamo voltati e abbiamo creato un nuovo piccolo nido che ci ha ospitati per alcuni mesi.

Ho scritto un bel po’, ho raccontato la nostra vita e mi sono goduta la mia bambina che cresceva in un contesto nuovo, coccolata virtualmente da chi avrebbe voluto averla più vicina.

Poi?

Poi fra un panino con l’aringa, un mercato di tulipani, mulini a vento e migliaia di biciclette che mi sfrecciavano sfiorandomi, il tempo è passato.
Sono tornata soprattutto per il lavoro (e la famiglia, of course) ma al mio ritorno il lavoro non c’era più.

LA ME DI OGGI

stefania pozzi E ora che sono tornata

Sto scrivendo dal mio ufficio, cioè casa. Mi sono appropriata dello studio, ho fatto incursione all’ikea e ho caricato un carrello con oggettistica per l’ufficio.
Scrivo in orario lavorativo e non sul treno, non sto rubando tempo e soldi a nessuno perché stamattina sono incredibilmente riuscita a fare tutto quello che c’era da fare.
Spero che il tempo non voli talmente da ritrovarmi ancora qui alle sette di sera. Viola avrebbe qualcosa da ridire.
Mi trovate anche qui.

Ieri abbiamo prenotato ben due voli per i prossimi e imminenti viaggi, per questo scaldo la tastiera.

Perché vi scrivo tutto questo?

Perché ho la sensazione che nell’etere, quando le persone non aggiornano i propri profili, o il proprio blog che nel mio caso è uno spazio personale, rimangano un po’ sospese agli occhi degli altri. Come se la loro vita non andasse avanti.
Io me lo chiedo spesso di alcuni profili che seguo, perché mi immedesimo in loro e mi affeziono alla loro quotidianità.

Quindi ho pensato di aggiornarvi per dirvi solo “ehy, sono qui, senti un po’ che sto combinando. E tu, come stai?”.
Come se ci trovassimo al bar a prenderci una cioccolata e a fare quattro chiacchiere.

Tornando alla parte essenziale di questo spazio, i viaggi: come vi ho detto ne ho due in progetto, imminenti.
Non sono viaggi oni-oni ma neanche ini-ini. Diciamo viaggetti!

Vi aggiorno a breve, che magari mi date qualche consiglio.

Un indizio… Isoleeeeee.

 

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Scritto da Stefania Pozzi

Da grande vorrei viaggiare e scrivere di viaggi, nel frattempo provo a viaggiare e a scrivere di viaggi. Social Media Specialist, Travel Blogger e Founder di diquaedila.it

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