#EppureMilano
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La vera storia di Piazza Vetra a Milano

Una serata in piazza Vetra

Una serata in piazza Vetra

Scommetto che voi, veri milanesi, siete passati più di una volta da Piazza Vetra. C’è di sicuro chi, come me, è solito trascorrervi le calde serate estive post ufficio, seduti sull’erba a sorseggiare una birra comprata per pochi euro al bar Rattazzo, mentre le coppiette si scambiano smancerie e i dog sitter passeggiano con i cani. Al centro della piazza troneggiano i locali da happy hour: il Cheese, l’Iguana o l’Hora feliz. Quanti cocktail sorseggiati chiacchierando con gli amici, mentre le rondini volteggiano sopra i tetti della città.
Qualcuno sà che negli anni ’90, Piazza Vetra è stata luogo tabù, in cui circolavano fumo e pasticche. Punkabbestia e Skinhead erano di casa. Un luogo decisamente poco raccomandabile come tanti altri ce n’erano e ce ne sono ancora oggi a Milano.

Ma forse sono in pochi a sapere i veri segreti che questa parte della città custodisce da molti anni, addirittura secoli.

Piazza Vetra del passato

Piazza Vetra del passato

Avete presente la chiesa di San Lorenzo? Quella che si scorge se vi sporgete da Piazza Vetra. Fate due passi fino a trovarvi sullo spiazzo erboso sul retro della chiesa e chiudete gli occhi.
Riapriteli e vi troverete catapultati nella seconda metà del 1200. Tastate il terreno con i piedi, lo troverete a tratti affossato. Questi sono i resti di un tempo, quando un corso d’acqua, un rigagnolo maleodorante raccoglieva le acque di scolo della città, i resti dei conciatori, i “vetraschi” come li chiamavano loro perché raschiavano le pelli con il vetro.
Ma la storia di Piazza Vetra va ben oltre i conciatori, è qui che venivano bruciate le streghe e presunte tali. Guglielmina la Boema, Manfreda Visconti e Caterina De’ Medici, strega confessa, morirono qui dopo orrende torture.
Le condannate accedevano alla piazza sul dorso di un asino, venivano frustate sui seni nudi e poi date in pasto alle fiamme.
Sempre in questa piazza fu assassinata Rosetta, una prostituta molto amata fra i suoi clienti. Uccisa da uno di loro, forse per gelosia, che fece a sua volta una brutta fine, condannato a morte dalla malavita milanese.
Una canzoncina popolare recita questo:
“Il tredici di agosto
In una notte scura
Commisero un delitto
Gli agenti di questura.
Hanno ammazzato un angelo
Di nome la Rosetta
Era di Piazza Vedra
Battea la Colonnetta…

Oggi, per chi conosce queste storie fa effetto sedersi a sorseggiare un aperitivo. Il luogo dove un tempo si trovava il rogo è segnato da una statua barocca, andateci e controllate con i vostri occhi.
Vi invito a passare, ora che sapete, e ad immaginare piazza Vetra dei tempi che furono.

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Scritto da Stefania Pozzi

Da grande vorrei viaggiare e scrivere di viaggi, nel frattempo provo a viaggiare e a scrivere di viaggi. Social Media Specialist, Travel Blogger e Founder di diquaedila.it

Ci sono 1 commento

  • Ale scrive:

    Ciao ho letto la storia che hai scritto e devo dire che l ho trovata veramente interessante!pero’ ancor di piu’ m incuriosisce il fatto che io non abbia mai lasciato commenti su internet e per uno strano caso mi sento che devo lasciarti questo! Come se boh…non riesco a spiegarti la sensazione! Comunque niente ti saluto e se ti va di rispondermi la mia mail ce l hai!!ciaoooo

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