Thailandia
4

Escursione ad Ayutthaya, antica meraviglia del Siam

Seppure io l’abbia amata, tre giorni a Bangkok sono abbastanza per scombussolare le tue certezze. Motorini che fanno zig zag pericolosamente fra il traffico caotico della città, tuk tuk in piega come nei migliori MotoGP e tassisti un po’ troppo audaci. Solo l’odore di cibo, servito fin dall’alba a tarda notte, può coprire l’acre scia dello smog. Gente sistemata in ogni angolo della strada ad imbastire griglie arrugginite sulle quali servire cibo per pochi bath ai passanti affamati. A Bangkok non si rischia di far brontolare lo stomaco, ma questa é una storia che vi racconterò più avanti.
Mi perdevo nelle descrizioni di questa intrigante quanto spaventosa città per rendere l’idea di come io abbia apprezzato la rigenerante escursione ad Ayutthaya, antica città gloriosa che divenne capitale del Siam.

Ayutthaya che già il nome é garanzia della sua unicità. Un nome morbido, tondo e cantilenante per un sito archeologico tra i più importanti in questa terra d’oriente.
Sono arrivata ad Ayuttaya grazie ad un’escursione organizzata, un tragitto di un’ora e mezza circa da Bangkok.
Ero incerta sul fatto di organizzarmi l’uscita da sola ma con il senno di poi mi sono convinta che sia stato meglio cedere a questa  piccola comodità. Questo perché ad Ayutthaya c’è tanto da vedere e tra un Wat e l’altro risulta impossibile muoversi a piedi.
A differenza di come l’immaginavo, si compone di parecchie rovine sparse lungo un’area piuttosto vasta. Ayutthaya si trova su di un’isola alla confluenza di tre fiumi: Chao Phraya, Pasak e Lopburi.
La cosa che mi ha stupito di più di Ayutthaya é il fatto di trovarsi a due passi, ma anche meno credetemi, da autentici pezzi di storia. Niente transenne o teche di vetro a proteggere le tracce di un passato assai glorioso.
Il primo sito che abbiamo visitato, un Wat incredibilmente maestoso, si erge su una collina. Lungo il tragitto per arrivarci incontriamo una strada sterrata, galline impolverate, molti cani randagi e bambini scalzi incuriositi dalle enormi ruote del nostro pullmino. Poi il silenzio.
E’ il Wat Phu Khao Thong, talmente enorme da non riuscire ad essere inquadrato per intero

Wat Phu Khao Thong - Ayuttaya

Wat Phu Khao Thong – Ayuttaya

Salgo in cima al Wat Phu Khao Thong e scorgo questo…

Panorama dal Wat Phu Khao Thong

Panorama dal Wat Phu Khao Thong

… e questo, una specie di tenda con un bonzo sdraiato al suo interno che legge un libro. Incredibile!

Bonzo che si rilassa sul Wat Phu Khao Thong

Bonzo che si rilassa sul Wat Phu Khao Thong

Non sto ad annoiarvi chiamando ogni Wat che ho visto durante l’escursione ad Ayutthaya per nome. La vera verità? Non ricordo tutti i nomi di queste rovine. Le sensazioni provate tastando il terreno di Ayutthaya invece non se ne andranno.
Camminando fra i Wat mi sono sentita piccola, quasi innervosita per il fatto di avere ai miei piedi tanta di quella storia da non riuscire neanche ad immaginarla.

Camminando fra le rovine di Ayuttaya

Camminando fra le rovine di Ayuttaya

Ho toccato le pietre che compongono i Wat, gli stupa e i Buddha che furono costruiti con tanta parsimonia e sicuramente per nobili scopi per riuscire a creare un contatto fra me e chi visse in passato.
Mi sono trovata a due centimetri dagli enormi piedoni di un Buddha sdraiato

Il Buddha sdraiato di Ayuttaya

Il Buddha sdraiato di Ayuttaya

Mi sono persa guardando le statue dei Buddha ordinatamente in fila, con le loro tuniche gialle e nelle diverse posizioni della meditazione

Statue di Buddha

Statue di Buddha

Ho avuto prova concreta di quanto la natura sovrasti e sopravviva ad ogni forma di civiltà

Radici e statue

Radici e statue

Chi di voi è stato ad Ayutthaya? Vi è piaciuta? Sono curiosa di ascoltare le vostre impressioni.

 

Condividi:
  • googleplus
  • linkedin
  • tumblr
  • rss
  • pinterest

Scritto da Stefania Pozzi

Da grande vorrei viaggiare e scrivere di viaggi, nel frattempo provo a viaggiare e a scrivere di viaggi. Social Media Specialist, Travel Blogger e Founder di diquaedila.it

Ci sono 4 commenti

  • Emanuele scrive:

    Ayutthaya (si legge con l’accento sulla a finale) è bellissima, girarla con il tuk tuk e farsi portare nei due parchi principali è davvero emozionante perché ti sembra di parlare con la storia, ci sono tempi praticamente ad ogni angolo. E’ una tappa da fare assolutamente in giornata da Bangkok. A tal proposito valutate il treno di terza classe, io ve lo consiglio perché vi permette di vivere la vera Thailandia e la sua quotidianità.

  • […] aver vissuto a pieno la città, vi consiglio una gita spirituale e rigenerante ad Ayutthaya, non c’è modo migliore per entrare a contatto con la storia dell’antico […]

  • Manuela scrive:

    ed io me la sono persa. DEVO tornare in Thailandia per Ayuttaya (e non solo) 😀

  • La tua opinione contribuisce alla ricchezza del mio blog!

    Lascia un commento

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *