#EppureMilano
1

Estate a Milano: il viaggio di chi rimane

Ancor prima di aprire il blog, scrissi quest’articolo per Corriere Viaggi sul mio modo di vedere l’estate a Milano. Questo è stato anche uno dei primissimi articoli inseriti, a cui sono molto affezionata e che è doveroso riproporre nella rubrica dedicata a Milano.

Questo è il viaggio particolare, per alcuni forse banale, di chi resta. Non me ne vogliano gli amanti delle terre lontane, dei paesaggi mozzafiato e delle culture sconosciute. Dopotutto lo diceva anche Marcel Proust che “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi“. 

E allora eccomi: antropologa improvvisata, acuta osservatrice della mia città che ad agosto cambia volto. Esco da casa e incontro i vicini che caricano, accaldati, le ultime valigie. Ogni fatica è resa sopportabile dal pensiero tangibile della vacanza. E non ha prezzo. Il telegiornale quasi dimentica la solita politica e parla di esodo, di bollino nero e di strade impraticabili, prima di passare alla notizia del gattino salvato in extremis. 
Milano, un tramonto d'estate

Milano, un tramonto d’estate

Sul treno che porta verso Porta Venezia, siamo solo io, due extracomunitari e la voce metallica del disco che indica in che stazione ti trovi, ovviamente sbagliando. Se sfortunatamente (o meglio, abitualmente) la porta fosse bloccata, potresti dirigerti con una certa calma verso quella successiva, consapevole del fatto che non dovrai né scavalcare, né essere scavalcato da migliaia di persone. L’aperitivo in Brera è scandito dalle solite chiacchiere con gli amici rimasti, in sottofondo vociferare di lingue straniere. Per questa volta i turisti non siamo noi.
I parcheggi si trovano con facilità, non devi uscire alle sei di sera per arrivare puntuale alle otto. Il Duomo, ben esposto alla luce rossastra del tramonto, è uno spettacolo per piccioni, cinesi e gruppi di turisti che ascoltano incantati le loro guide.
Le serrande dei negozi, sono abbassate: i cartelli indicano che l’esercizio riprenderà ai primi di settembre. Anche la frenesia va in vacanza.
La cosa migliore, nonostante tutto, è riuscire a vedere la propria città con altri occhi. Quante volte sono passata in Piazza Duomo, camminando a testa bassa. So che il Duomo c’è, e so quanto vale. Ma chi si è mai fermato a osservarlo sul serio? Come ho fatto in Plaza Mayor a Madrid, con la Basilica di S.Pietro ai miei piedi in Vaticano, con la Tour Eiffel a Parigi, con il big ben a Londra, con la Torre di Vigeland a Oslo e in tanti tanti altri luoghi magici dove ho lasciato un pezzo di me. Questa non è che l’ennesima dimostrazione di come la routine offuschi le nostre sensazioni, in questo caso i miei occhi. Allora ho approfittato di agosto per conoscere davvero Milano, per girarla, vedere, ascoltare, toccare, allargare i miei sensi. 
Guglie e giochi di luce

Guglie e giochi di luce

Fino a che un giorno mi sono svegliata e alla stazione ho ritrovato la solita coda chilometrica per fare l’abbonamento del treno. Ho capito che stavo tornando dalla mia vacanza e come al solito ero ferma in coda.
 

 

Condividi:
  • googleplus
  • linkedin
  • tumblr
  • rss
  • pinterest

Scritto da Stefania Pozzi

Da grande vorrei viaggiare e scrivere di viaggi, nel frattempo provo a viaggiare e a scrivere di viaggi. Social Media Specialist, Travel Blogger e Founder di diquaedila.it

Ci sono 1 commento

  • […] “di cuore” su Milano, che poi è anche il primo che ho scritto nel blog, potete farlo qui , è bruttarello lo so, ma ci sono troppo affezionata per […]

  • La tua opinione contribuisce alla ricchezza del mio blog!

    Lascia un commento

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *