Piemonte
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Diano D’Alba e la leggenda di Diana

..un versante lungo e ininterrotto di vigne e di rive..e in cima, chi sa dove, ci sono altre vigne, altri boschi, altri sentieri.
Cesare Pavese, La luna e i falò.
Diano D’Alba è il paese che ci ha accolti e ospitati durante la nostra permanenza a #LangheRoero2012.
Un delizioso scorcio su vigneti in fiore, tranquillo e rilassante, ma che vanta al tempo stesso, uno dei più bei panorami sulle dolci distese del territorio circostante.
Di guardare dall’alto le sinuose colline piemontesi non ne avrete mai abbastanza. E vi innamorerete di loro, anche in un giorno grigio e piovoso. Parola mia.
In questi giorni sto soffrendo le pene d’amore per il fatto di alzarmi e non poter aprire le persiane su macchie verdi e tappeti di vigne. Mi hanno forse abituato troppo bene all’ Agriturismo Arcobaleno (di cui parlerò meglio QUI)?
 Parlando del paese, che oggi conta circa 3000 abitanti, al suo ingresso è visibile ciò che resta  di un tempio a Diana, la dea della Caccia che un tempo amò abitare i boschi del colle ove sorge Diano. 
Il Castello, un tempo riconosciuto come uno dei più importanti di tutta la zona delle Langhe, fu raso al suolo dai Savoia che nel 1631 diventarono proprietari della città.
I cru, da queste parti sono detti sorì, le parti meglio esposte ai raggi solari e vocate alla coltivazione della vite. I vini più coltivati, quì, sono il Nebbiolo, il Barbera e il Dolcetto.
Noi abbiamo avuto occasione di conoscere Massimo, il nuovo Direttore della Cantina Comunale di Diano, che raccoglie e promuove tutti i vini dei produttori. Questo giovane, è in gamba e porterà sicuramente una “ventata fresca” al paese.
Probabilmente, più avanti, parlerò di un progettino che abbiamo insieme, ora per scaramanzia non dico nulla. 
Massimo ci ha portato in visita a due cantine di Diano d’Alba, dove abbiamo incontrato due tipologie diverse di produttori, ma con un denominatore comune: la passione per ciò che fanno quotidianamente.
Qualche breve cenno alle due cantine:
 – Le Cecche;  nata nel 2001 quando Jan De Bruyne, compostissimo signore belga, sposa un’italiana e si dedica alla restaurazione dell’edificio che oggi vanta 5 ettari di vigneti con una produzione di circa 30.000 bottiglie. Ciò che mi ha colpito è stato il racconto in cui Jan De Bruyne ci ha confidato di essersi letteralmente messo nelle mani di un giovane enologo dandogli fiducia. Oggi ne raccoglie i frutti, visto che il ragazzino è diventato un professionista di successo. Largo ai giovani!Ah, il suo Barbera D’Alba è veramente ottimo!
Camaparo; azienda biologica che prende come simbolo una Farfalla a testimonianza del fatto che questo insetto viva solo in ambienti dove non vengono utilizzati prodotti chimici.  La Cascina è di proprietà della famiglia Drocco, gruppo molto umano e simpatico, composto da moglie, marito e due figli. La ragazzina è talmente avanti, che si occupa della parte Social, la adoro. 
 Nel mio “tour de force” in quel di Langhe e Roero, non ho avuto molto tempo da dedicare a Diano e purtroppo il tempo non è stato affatto clemente. 
Con questa scusa, coglierò l’occasione per tornare e farmi delle belle passeggiate sul territorio.
Magari ricordandomi di prenotare il sole.
Per vedere il reportage fotografico completo clicca QUI
Info Utili:
Cantina Comunale Diano d’Alba
Enoteca dei vini locali
Via Umberto I, 11 – 12055 DIANO D’ALBA (Cn)
Tel./Fax 0173 468022
Le Cecche
Via Moglia Gerlotto, 10
Diano D’Alba (CN)
0173 69 323
Camparo
Azienda Agricola di Mauro Drocco
Via Carzello 21 bis 
12055 Diano D’Alba (CN)
0173 231777
3339103604
 

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Scritto da Stefania Pozzi

Da grande vorrei viaggiare e scrivere di viaggi, nel frattempo provo a viaggiare e a scrivere di viaggi. Social Media Specialist, Travel Blogger e Founder di diquaedila.it

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